venerdì, gennaio 30, 2009

i misteri di Giulio (no, non quello)

Ora, ci sono mille motivi per cui un ministro delle finanze può scegliere di non rispondere a una domanda di un giornalista. E personalmente, non credo che sarebbe stato opportuno per Tremonti rispondere a una domanda  così diretta sul possibile bail-out di Unicredit: i tempi del costante "aggiotaggio prodi" sembrano fortunatamente ormai lontani.
Ma ci sono anche mille modi di non rispondere, e quasi tutti migliori che prendere e andarsene via, dimostrando disprezzo per uno dei media più seguiti da tutti gli operatori finanziari. 
Giuro che questa non l'ho capita... 


domenica, gennaio 25, 2009

fatevi una vita...

Ora, seriamente, in quello che ha detto Berlusconi oggi, cosa c'è di "offensivo per le donne"? 

C'è qualcuno seriamente convinto che sia esistita un solo giorno nella storia dell'umanità (e mettiamoci pure gli ominidi e anche i primati maggiori) in cui non sia stato commesso almeno uno stupro?

E' una cosa tremenda? Certo che lo è.

Ne ha colpa Berlusconi? A meno che non sia Dio e il Diavolo contemporaneamente, no. 

Ha detto una tautologia. 

E tanti scandalizzati di professione - e soprattutto quelli che li ascoltano o li amplificano - farebbero meglio a uscire, vedere due amici, farsi una vita. 

Che anche come tattica politica, questa, fa abbastanza pena... 

giovedì, gennaio 22, 2009

odissee...

Hermes questa settimana è impegnato in un viaggio allucinante all'interno dei meccanismi di funzionamento di un comune italiano. L'esperienza è al metà tra l'onirico e il surreale -e non in senso positivo, più Lovecraftiano, direi. Luoghi dove potere e denaro operano squallidi squarci nella realtà e nel buon senso, e danneggiano la mente di chi ha la sfortuna di passare di là...

Se sopravvivo, vi riferirò... 

mercoledì, gennaio 14, 2009

la guerra non è uno sport...

Tra tutte le cose dette e sentite che mi "affascinano" sulla situazione odierna a Gaza, ce n'è una che le batte tutte.

Ed è questa: il concetto per cui Israele ha torto perchè l'uso che fa della forza non è "proporzionale". 

Hmmmmm...

Proporzionale. 

Onestamente, credo che il fatto che venga utilizzata questa parola in caso di un conflitto armato sia il metro ultimo di quanto, esattamente, commentatori, politici e pure gente comune siano distaccati da qualsiasi logica reale.

Provate a pensare a una "guerra simmetrica", se ci riuscite... Persino ai tempi ritualizzati della "guerra in merletti" (il famoso "Messieurs les Anglais, tirez les premiers!")  o della cavalleria medievale vi avrebbero presi per matti, se aveste detto "il vostro aggressore non ha la vostra stessa forza militare, quindi la vostra risposta dovrà essere ridotta in proporzione".

E, per inciso, vi piglio per matti pure io. Perchè la guerra non è uno sport - in campo non ci sono due squadre da 11 giocatori, ma una da 4 e una da 38. E sono cazzi di quella da 4 se è entrata in campo lo stesso.
E' un semplice fatto, non un'opinione. 

E c'è un'altra cosa che rende questa posizione ridicola: Hamas ha iniziato l'escalation esattamente sperando in questa idiozia dilagante, perchè - loro - sono prontissimi a sacrificare, in perfetta sintonia con i precetti di von Clausewitz, la loro popolazione civile in cambio di una vittoria politica. 

Quindi, è ironico e vagamente disgustoso che il "pacifismo" di molto pubblico occidentale sia, in realtà, la migliore arma di Hamas. Il vero equalizzatore in questo conflitto "sproporzionato". Per Hamas ogni casa distrutta, ogni famiglia massacrata è una piccola vittoria - il modo in cui compensano, per merito delle folle di imbecilli che non capiscono questo calcolo, la debolezza militare nonostante la quale sono, comunque, aggressori.

Rifletteteci. 

giovedì, gennaio 08, 2009

senza (quasi) parole

Ok, stavolta i soliti noti sono riusciti a sbigottire persino un cinico come me... sono allibito... 

mercoledì, gennaio 07, 2009

Gaza Gran Casinò

Se fossi un disegnatore satirico, sarebbe così che disegnerei la situazione a Gaza: un tavolo da poker, da una parte un terrorista di Hamas infoulardato di nero, dall'altra la Tipi Livni vestita da soldato. Le fiches di lei sono delle bombe, dei carri armati e degli elicotteri; quelle di lui donne e bambini. Lui sta spingendo tutte le sue - riluttanti - fiches in mezzo al tavolo e dice "all in!!".
Di dietro i leader del mondo e dei media in smoking e abito da sera osservano divertiti.


Fuor di metafora, onore al solito Capuozzo che, solo e unico tra i commentatori di mia conoscenza, ha "osato" dire la verità: ossia che Hamas sta deliberatamente cercando di causare il maggior numero di vittime civili possibili, perchè sa che causare indignazione è la sua unica possibilità di "vittoria".

La cosa scandalosa è che il dibattito politico e mediatico altrimenti tralasci completamente questa che è una semplicissima verità di quasi ogni situazione di counter-insurgency, ma in particolare quella contro movimenti jihadisti come Hamas che in passato hanno usato donne e bambini come kamikaze, e che pertanto facciamo fatica a immaginare si preoccupino, ora, della vita dei civili palestinesi.

Civili palestinesi che, ed è la vera tragedia della loro storia, sembrano avere un gusto perverso a mettersi nelle mani dei peggiori "maestri" possibili, gente che si arricchisce e segue agende di paesi stranieri, alimentandosi con le loro vite e il loro sangue...

lunedì, gennaio 05, 2009

ooooppsss....

Mi viene da dire "l'avevo detto io", ma so già che certe semplici verità non intaccheranno il Behemoth del "climate change", che ormai macina troppi soldi per essere fermato... 

Il mondo fa schifo, ma insomma speriamo almeno di essere tra quelli che ci guadagneranno due lire... 

evviva il rispetto, evviva il multiculturalismo... (inserire ironia e sarcasmo)

Per quelli che ancora credono che "minoranza" sia sinonimo di debolezza e del subire oppressione, direi che i fatti di Milano e delle altre città europee di questo weekend dovrebbero essere una bella doccia fredda... 
In particolare, mi interesserebbe sentire cosa ne pensano gli alfieri del dialogo "ad ogni costo" di una massa di musulmani bellicosi e bruciabandiere che non trovano niente di meglio che concludere una splendida giornata di quasi-pogrom insediandosi di fronte a uno dei maggiori templi della cristianità e inscenando una preghiera pubblica (e non mi raccontino la cazzata del "era giunta l'ora" - provate un po' ad andare in un paese musulmano e vedere se si mettono a pregare dovunque si trovino basta che giunga l'ora, e poi sappiatemi dire...). 

La morale rimane la solita: magari gli Israeliani saranno pure stronzi e oppressori, ma -loro- hanno capito come si deve trattare con gli islamici... il nostro appeasement si sta tramutando in un assalto alle nostre tradizioni e cultura. Finirà male, vedrete...