Tra tutte le cose dette e sentite che mi "affascinano" sulla situazione odierna a Gaza, ce n'è una che le batte tutte.
Ed è questa: il concetto per cui Israele ha torto perchè l'uso che fa della forza non è "proporzionale".
Hmmmmm...
Proporzionale.
Onestamente, credo che il fatto che venga utilizzata questa parola in caso di un conflitto armato sia il metro ultimo di quanto, esattamente, commentatori, politici e pure gente comune siano distaccati da qualsiasi logica reale.
Provate a pensare a una "guerra simmetrica", se ci riuscite... Persino ai tempi ritualizzati della "guerra in merletti" (il famoso "Messieurs les Anglais, tirez les premiers!") o della cavalleria medievale vi avrebbero presi per matti, se aveste detto "il vostro aggressore non ha la vostra stessa forza militare, quindi la vostra risposta dovrà essere ridotta in proporzione".
E, per inciso, vi piglio per matti pure io. Perchè la guerra non è uno sport - in campo non ci sono due squadre da 11 giocatori, ma una da 4 e una da 38. E sono cazzi di quella da 4 se è entrata in campo lo stesso.
E' un semplice fatto, non un'opinione.
E c'è un'altra cosa che rende questa posizione ridicola: Hamas ha iniziato l'escalation esattamente sperando in questa idiozia dilagante, perchè - loro - sono prontissimi a sacrificare, in perfetta sintonia con i precetti di von Clausewitz, la loro popolazione civile in cambio di una vittoria politica.
Quindi, è ironico e vagamente disgustoso che il "pacifismo" di molto pubblico occidentale sia, in realtà, la migliore arma di Hamas. Il vero equalizzatore in questo conflitto "sproporzionato". Per Hamas ogni casa distrutta, ogni famiglia massacrata è una piccola vittoria - il modo in cui compensano, per merito delle folle di imbecilli che non capiscono questo calcolo, la debolezza militare nonostante la quale sono, comunque, aggressori.
Rifletteteci.