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Orange is - not - the new black.

A proposito della "guerra commerciale" USA - Cina, dire che "il tema è di attualità" dovrebbe causare risate incontrollate in chiunque abbia un minimo non dico di conoscenza della materia tecnica, ma di consapevolezza e memoria delle discussioni degli ultimi 20 anni.

Questo, ricordiamocelo, è l'andamento della bilancia commerciale tra i due paesi.


323 Billions-with-a-B di deficit lo scorso anno solamente.

Infatti, fino alla Presidenza Trump, il consenso generale era che questa situazione fosse insostenibile - è lo è! - anche per una nazione che ha il controllo della moneta di riferimento del mondo (il controllo della propria moneta nazionale, ricordiamolo, è quella cosa che se la vogliono gli Italiani  è "populismo" e "machedicimaledettoleghistachenoncapiscenulla?" ma per Americani, Cinesi, Svizzeri e Giapponesi è "la normalità delle cose").

Quindi cosa è cambiato? Perché ora che Trump lavora - finalmente! - per cercare di ridurre questo deficit, gli "economisti affidabili" parlano di guerra commerciale e di danno all'economia mondiale, loro che fino a due anni fa avevano la posizione opposta?

Perché miei cari: ORANGE IS NOT THE NEW BLACK, se mi passate la battuta - nel mondo ossessionato dalle #FakeNews si usano le #FakeSciences come appunto l'Economia e quelle sociali in generale come arma di controllo del consenso.

E per l'Egemonia Culturale che ha (ancora) il controllo della comunicazione mainstream, quello che può fare un nero non necessariamente è lecito per un arancione, e il Bene diventa Male a seconda dello schieramento politico. Un "necessario riequilibrio" diventare una "folle guerra commerciale".

Ma noi Italiani la conosciamo bene questa storia, vero?

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